A grande richiesta la replica del musical “I Promessi Sposi” al Teatro Ranchibile di Palermo
Pubblicato il 22/04/2023
Dopo vari sold-out, a marzo, l’Associazione di Giuseppe Celesia e Alberto Puglisi replicherà il musical “I Promessi Sposi” domenica 23 aprile alle 18:00 presso il teatro “Ranchibile” Don Bosco a Palermo, e stando ai commenti registrati sulle precedenti rappresentazioni, si preannuncia un nuovo successo.
“Siamo orgogliosi ed anche emozionati di come il pubblico abbia risposto alle nostre rappresentazioni”- dicono Celesia (Che interpreterà Renzo) e Puglisi (che interpreterà l’avvocato Azzeccagarbugli e l’Innominato) – “ ma siamo anche fieri di poter rappresentare ancora una volta il musical “I Promessi Sposi” grazie alle richieste di tutte le persone che non hanno potuto vederci a marzo e che, ascoltando i commenti di chi era presente, ci hanno chiesto di replicare ancora una volta. Per noi tutto ciò è motivo di orgoglio ma anche di grande responsabiltà”.
Con loro sul palco il corpo di ballo coreografato da Alessandra Mazzara e composto da Alba Ferruggia, Floriana Sabato, Simone Mignosi e Umberto Agnello; un coro di suore interpretato da Giusy Ribbeni, Giovanna Scianna, Marcella Dominici, Tiziana Ganguzza e Roberta Cosenza; e gli altri interpreti che sono: Serena Marino (Lucia), Davide Scaglione (Don Rodrigo), Eliana Lo Faso (Gertrude la Monaca di Monza), Peppuccio Pecoraro (Frate Cristoforo/ Cardinale Borromeo), Ignazio Cusimano (Don Abbondio), Maria Grazia Saccaro (Agnese/ Perpetua), Ivan Puglisi (il Griso), Salvatore Scrima (Conte Attilio/ Egidio), Rebecca Celesia (Gertrude bambina) e Manuela Donzelli che, oltre ad essere aiuto regia, interpreterà “la Narratrice” e la “madre di Cecilia”. Il tecnico è Vito Brunetto ed i costumi ed il trucco sono curati da Giordana Nicolosi.
In Sicilia sono veramente poche le compagnie “amatoriali” che possano vantare un curriculum e premi vinti così come “Teatro e Vita”. Auguriamo loro che possano portare le potenzialità artistiche della nostra Regione al di là dello Stretto e, perché no, al di là dei confini nazionali per valorizzare i performer della nostra isola che ancora non sono riconosciuti come meriterebbero.
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