Addio a Zichichi: il fisico che riaffermò il prestigio culturale della Sicilia nel mondo
Pubblicato il 09/02/2026
La notizia della scomparsa dello scienziato trapanese Antonino Zichichi, avvenuta oggi 9 febbraio all'età di 96 anni, addolora tutti i siciliani perché con il suo spessore e le sue iniziative ha saputo trasformare la nostra isola in capitale della scienza e della conoscenza.
Gli eventi promossi da Zichichi hanno portato in Sicilia premi Nobel, accademici di fama mondiale e leader politici. Il nostro fisico credeva fermamente che la Sicilia dovesse diventare la culla di un dialogo universale tra scienza, fede, ragione e politica.
Per la nostra isola aveva anche un altro prestigioso progetto: la costruzione di un acceleratore di particelle con il quale avrebbe potuto tentare di risolvere ulteriori enigmi della fisica, un acceleratore più grande e potente di quello del CERN di Ginevra. Purtroppo il progetto rimase solo un sogno.
Altra delusione ricevette dalla politica: tra il novembre del 2012 e il marzo del 2013 era stato nominato assessore ai beni culturali dal presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta (nella giunta c’era anche il Maestro Franco Battiato). Dopo solo quattro mesi lasciò l'incarico. Molto probabilmente non tollerava l'inefficienza della politica.
Il grande fisico delle particelle aveva affermato: "La mia politica è sempre stata la scienza".
Forse il più grande lascito di Antonino Zichichi non risiede nelle particelle scoperte o nei centri di ricerca fondati, ma nella lezione filosofica che ci ha consegnato: scienze e spiritualismo non sono in antitesi ma entrambe necessarie per permettere all'intelletto di elevarsi; studiare le leggi della fisica significa svelare il logos, la logica soprannaturale che regge l'Universo.
Vincenzo Tumminello
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