Promuovere la ricerca e un utilizzo mirato di nuove tipologie di antibiotici è oggi uno dei temi fondamentali per contrastare gli inevitabili decessi causati dalle infezioni resistenti. Una campagna di sensibilizzazione è anch’essa un’arma importante per ridurre il più possibile i futuri decessi.
Secondo i dati attuali, infatti, così come riporta un nuovo studio pubblicato su “The Lancet” del 1 ottobre, si prevede che oltre 39 milioni di persone potrebbero morire a causa di infezioni resistenti agli antibiotici entro il 2050.
Per raggiungere questi obiettivi tante sono le associazioni che hanno dato vita ad un progetto presentato al convegno ‘Il Contributo delle associazioni dei pazienti al contrasto dell’Amr (antimicrobico-resistenza)’.
“Le infezioni da germi resistenti causano oggi 33mila morti l’anno in Europa, di cui 11mila nel nostro Paese e comportano un milione e trecentomila giornate di degenza ogni anno in Italia. Costituiscono un’emergenza riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una delle più grandi minacce per la salute pubblica globale” – ricorda sul Quotidiano SanitàFrancesco Vaia, direttore generale della Prevenzione Sanitaria presso il ministero della Salute.
In Italia esiste un Piano Nazionale di Contrasto all’Antibiotico-Resistenza 2022-2025 e affinché vengano messe in pratica le azioni indicate è ragionevole un maggiore coinvolgimento da parte delle associazioni dei pazienti e dei cittadini. Per questo motivo, l’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (Altems) dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha avviato un percorso di formazione dedicato a loro. L’obiettivo è proteggere le persone fragili e affette da malattie croniche e rare, promuovere comportamenti corretti a partire dalle vaccinazioni e limitare l’assunzione di antibiotici.
Vincenzo Gargano
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