Atto intimidatorio contro la chiesa di San Filippo Neri allo Zen: colpito un presidio sociale della città

Pubblicato il 28/12/2025

Atto intimidatorio contro la chiesa di San Filippo Neri allo Zen: colpito un presidio sociale della città
Un grave episodio di violenza si è verificato a Palermo, nel quartiere Zen, dove un ordigno esplosivo artigianale e diversi colpi d’arma da fuoco hanno preso di mira l’ingresso secondario della chiesa di San Filippo Neri, in via Fausto Coppi, provocando danni significativi alla struttura. L’attacco non riguarda soltanto un edificio religioso, ma investe direttamente una delle espressioni più vitali della comunità locale. Colpire la parrocchia di San Filippo Neri significa colpire un luogo di relazioni, impegno quotidiano e lavoro sociale, che da anni rappresenta un punto di riferimento per chi, nel quartiere, prova a costruire percorsi di futuro, inclusione e speranza. A padre Giannalia, sacerdote della parrocchia San Filippo Neri, e a tutte le persone che animano e sostengono la vita della comunità parrocchiale va una piena solidarietà. Si tratta di un episodio che ferisce profondamente l’intera città e che richiama con forza la responsabilità collettiva di prendersi cura di un territorio nel quale si gioca una sfida decisiva per Palermo nel suo complesso. I promotori e le promotrici degli Stati Generali per l’infanzia, l’adolescenza e le politiche giovanili, riunitisi lo scorso primo dicembre proprio presso la parrocchia di San Filippo Neri, esprimono una ferma condanna per quanto accaduto. I colpi esplosi contro l’ingresso della chiesa rappresentano un atto di inaudita gravità e assumono il valore di uno sfregio inaccettabile nei confronti di un’intera comunità. Indipendentemente dal fatto che l’episodio possa essere ricondotto a un gesto irresponsabile o a un’azione deliberata, come ipotizzato dallo stesso padre Giannalia, la sua gravità resta immutata. Quanto accaduto si inserisce in un contesto più ampio, segnato da una preoccupante deriva culturale che sempre più spesso trova espressione in forme di violenza e intimidazione. Siamo di fronte ad una città sempre più violenta ma, questa volta, la violenza ha colpito un simbolo di pace, solidarietà e impegno sociale; un luogo che incarna la volontà di riscatto e la capacità di resistenza civile in un quartiere troppo spesso raccontato solo attraverso le sue fragilità. Accanto all’indispensabile azione di controllo e contrasto dell’illegalità, appare infatti imprescindibile riattivare e rafforzare processi socio-educativi diffusi, radicati nel territorio e costruiti in sinergia con tutte le realtà che vi operano quotidianamente. In questa prospettiva si collocano i tavoli tematici e territoriali in programma per il mese di gennaio, strumenti concreti attraverso i quali dare seguito all’impegno collettivo assunto dalle organizzazioni e dalle istituzioni. Vincenzo Gargano