Brancaccio, il 5 e 6 gennaio il presepe vivente come segno di rinascita collettiva

Pubblicato il 01/01/2026

Brancaccio, il 5 e 6 gennaio il presepe vivente come segno di rinascita collettiva
Nei giorni 5 e 6 gennaio 2026 il quartiere di Brancaccio ospiterà un presepe vivente concepito come evento inclusivo e partecipato, pensato per restituire al territorio un messaggio forte di vita, fiducia e futuro. L’iniziativa si configura come una delle esperienze comunitarie più rilevanti mai realizzate nel quartiere, non soltanto per il suo valore religioso e culturale, ma anche e soprattutto per la sua capacità di generare legami e visione condivisa. Non si tratta solo di una semplice rappresentazione natalizia, bensì anche di un gesto simbolico e concreto insieme: la volontà di avviare una narrazione nuova per una comunità troppo spesso raccontata esclusivamente attraverso le ferite della criminalità organizzata. In una terra segnata dall’eredità morale del beato Pino Puglisi, il presepe vivente diventa così metafora di una rinascita possibile, costruita dal basso e fondata sulla partecipazione. L’evento assume un significato ulteriore poiché coincide con l’insediamento di don Sergio Ciresi, nuovo parroco della chiesa di San Gaetano. Un passaggio che viene letto come l’inizio di una fase nuova, quasi una “pagina bianca” affidata alla responsabilità collettiva di cittadini, istituzioni e realtà associative, chiamati a scrivere insieme un racconto diverso per Brancaccio. A sostenere il progetto è una rete ampia e strutturata: quindici associazioni, tre parrocchie e la circoscrizione hanno scelto di lavorare in sinergia, dando vita a un’alleanza territoriale che mette al centro i residenti e il loro protagonismo. L’obiettivo è chiaro: lasciare un segno duraturo, capace di andare oltre l’evento e di rafforzare il tessuto sociale del quartiere. Il presepe prenderà forma nell’area del Centro Padre Nostro, spazio destinato in futuro a diventare la nuova piazza di Brancaccio. Il cosiddetto “presepe della speranza” sarà arricchito da contenuti dal forte impatto simbolico e sociale. Tra questi, uno spazio dedicato all’“arte di crescere”, che in una delle capanne affronterà il tema dell’allattamento come gesto primario di cura e come espressione autentica della vita stessa. Un messaggio semplice e profondo, che richiama il valore della nascita non solo come evento biologico, ma come responsabilità collettiva verso il futuro. Vincenzo Gargano