Dopo la furia del ciclone Harry, Palermo è impegnata in una difficile e dolorosa conta dei danni. Sebbene la tempesta abbia colpito con intensità spaventosa soprattutto il versante orientale della nostra isola, il capoluogo non è stato risparmiato, registrando ferite profonde specialmente lungo la sua costa.

Le immagini più drammatiche arrivano dalle borgate marinare. Il porticciolo dell'
Arenella è stato uno dei punti più colpiti: la forza delle onde ha rotto gli ormeggi di decine di imbarcazioni, alcune delle quali sono affondate o sono state scaraventate contro i moli. Anche un’auto parcheggiata nei pressi della banchina è stata trascinata in acqua, fortunatamente senza nessuno a bordo.
“Non avevo mai visto qualcosa del genere -afferma La Barbera Cristian-. È stato veramente impressionante vedere i nostri piccoli pescherecci travolti dalle onde. Per noi dell’Arenella assistere a questo evento è stato molto triste non solo per le perdite economiche ma per il forte legame che abbiamo con il nostro rione.”
Mattia Anello, altro residente dell’Arenella racconta: “Da casa mia, pur non vivendo vicino al porticciolo, sentivo il rumore delle onde che urtavano la banchina, la salsedine ha ricoperto i vetri delle nostre finestre. È triste vedere la nostra piccola spiaggia completamente distrutta, ma sono fiero nel vedere i residenti che si stanno impegnando per tentare di ripristinare quanto possibile”.
Anche il porticciolo dell’
Acquasanta ha subito danni strutturali ai pontili galleggianti, con diverse barche a vela e yacht danneggiati. A
Mondello, Viale Regina Elena è stato invaso da acqua e sabbia. Molti scantinati e locali a piano terra sono stati allagati mentre al
Foro Italico le onde hanno superato le barriere, rendendo necessaria la chiusura temporanea di alcuni tratti al traffico veicolare per la presenza di detriti.
Eppure la stampa e le reti televisive nazionali hanno solo accennato ai danni causati a Palermo e in Sicilia dal ciclone Harry e il Governo non ha ancora annunciato la disponibilità di aiuti economici.
Secondo le prime relazioni della Protezione Civile, i danni in tutta la Sicilia superano il mezzo miliardo di euro. Una cifra enorme che i bilanci comunali e regionali non possono coprire da soli. È evidente che servono finanziamenti straordinari e rapidi per ricostruire i moli e indennizzi per i pescatori che hanno perso i loro pescherecci.
Vincenzo Tumminello