Identità digitale, lo SPID va in pensione: la CIE diventa l’unico accesso ai servizi online
Pubblicato il 12/10/2025
A partire da ottobre 2025, la Carta d’Identità Elettronica (CIE) diventa il solo strumento valido per entrare nei servizi digitali della Pubblica Amministrazione e nei portali privati convenzionati. Si chiude così definitivamente l’era dello SPID, dopo un lungo periodo di transizione che ha accompagnato milioni di utenti verso il nuovo sistema di identità digitale nazionale.
La decisione, formalizzata dal Ministero dell’Interno e dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale, segna il passaggio a una gestione interamente pubblica dell’identità digitale. A differenza dello SPID, affidato a gestori privati, la CIE è sotto il controllo diretto dello Stato e poggia su un’infrastruttura crittografica sviluppata per garantire massima protezione e trasparenza nella gestione dei dati personali.
Al centro del sistema c’è un microchip contenente certificati digitali che consentono di identificare in modo univoco e sicuro ogni cittadino. L’accesso ai servizi avviene rapidamente: basta inserire il PIN o inquadrare un QR code dal proprio smartphone, senza ricorrere a dispositivi esterni o a numerose credenziali differenti.
Il Ministero ha assicurato che il passaggio sarà completamente automatico. Chi possedeva un account SPID non dovrà registrarsi di nuovo, ma potrà semplicemente scegliere la CIE come metodo di autenticazione predefinito.
Dal punto di vista tecnologico, il nuovo sistema rappresenta un deciso passo avanti nella sicurezza informatica. I certificati digitali, generati e custoditi dal Poligrafico e Zecca dello Stato, utilizzano infatti protocolli di cifratura avanzati a 2048 bit. Ogni accesso è protetto da una doppia verifica con PIN, PUK e codici temporanei (OTP), garantendo così un livello di sicurezza superiore.
L’integrazione della CIE nell’IT Wallet, il portafoglio digitale operativo dal dicembre 2024, completa il processo di modernizzazione. Attraverso l’IT Wallet sarà possibile conservare documenti, titoli e credenziali in formato elettronico, rendendo la Carta d’Identità Elettronica la chiave unica per l’identità digitale italiana.
Con la dismissione dello SPID, non saranno più emesse nuove credenziali: quelle già attive resteranno valide fino alla scadenza naturale. Tutti i servizi online — pubblici e privati — accetteranno solo l’accesso tramite CIE o IT Wallet.
L’obiettivo fissato dal Governo è di completare la migrazione entro i primi mesi del 2026, estendendo gradualmente l’utilizzo della carta anche ai settori bancario, assicurativo e sanitario.
Per i cittadini l’impatto sarà minimo, ma la portata del cambiamento è profonda: un solo sistema digitale, gratuito, sicuro e riconosciuto in tutta l’Unione Europea.
Con questa riforma, l’Italia colma il ritardo accumulato nella digitalizzazione amministrativa e si colloca tra i Paesi più avanzati nel campo della identità digitale pubblica. La CIE non sarà più soltanto un documento di riconoscimento, ma il punto d’accesso unico e personale alla vita digitale di ogni cittadino.
Vincenzo Gargano
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