L’ennesimo attacco alla Flotilla. A Palermo il 24 settembre presidio davanti la Prefettura
Pubblicato il 24/09/2025
La flotta internazionale della Global Sumud Flotilla, composta di 51 navi con a bordo cittadini provenienti da quarantaquattro paesi, è stata colpita nella notte di mercoledì 24 settembre da quindici droni che hanno scaricato sostanze urticanti e prodotto bombe sonore. Cinque barche risultano danneggiate, tanto da non poter più navigare a vela: i droni hanno concluso la loro missione scaraventandosi addosso alle navi e provocando piccole esplosioni a bordo.
L’attacco è avvenuto mentre la flotta era in navigazione in acque internazionali a sud dell’isola greca di Creta.
Gli organizzatori della Flottilla hanno indicato Israele come responsabile della violenta azione d’intimidazione e in un appello pubblicato sui social hanno dichiarato: “Affinché la Flotilla possa avanzare in sicurezza senza ostacoli e il diritto prevalga sulle azioni di annientamento esigiamo che tutti gli Stati membri dell'Onu garantiscano e facilitino immediatamente una protezione efficace, tra cui scorta marittima, osservatori diplomatici accreditati e una presenza protettiva manifesta".
La giornalista Barbara Schiavulli, a bordo della Flottilla, ha raccontato che l’attacco è durato circa tre ore. “Siamo dovuti rimanere al buio, è stata una notte difficile. Ci siamo ricompattati con il resto della Flottilla mentre eravamo sotto attacco, senza capire come qualcuno possa attaccare persone impegnate a portare aiuti umanitari. Questa è una missione pacifica, di solidarietà”.
Nei giorni scorsi erano stati denunciati episodi simili in acque tunisine. È ormai chiaro che Israele e i suoi alleati sono disposti a tutto per cercare di prolungare gli orrori della fame e del genocidio a Gaza impedendo alla Flotilla di portare in Palestina cibo, medicinali e altri beni essenziali alla popolazione civile. Del resto il ministro degli Esteri israeliano, nel comunicato diffuso il 22 settembre, era stato chiaro e perentorio: “Non sarà consentito alle navi di entrare in zona di combattimento attiva e non permetteremo la violazione di un legittimo blocco navale”.
Intanto, mentre l’Italia continua ad essere il terzo fornitore di armi del governo Netanyahu (dopo Stati Uniti e Germania) e il neo eletto Papa Leone XIV evita di definire genocidio quanto sta accadendo in Palestina, l’escaletion della violenza di Israele diventa sempre più penetrante e insostenibile, l’esercito israeliano è ormai arrivato a tre chilometri dal centro di Gaza City e l’ultimo bilancio fornito dal ministero della Salute di Hamas parla di duecentotrentamila tra vittime e feriti palestinesi al 9 settembre di quest’anno.
La società civile a Palermo risponde con un Presidio davanti la Prefettura, alle ore 18:00 del 24 settembre, per dare un segnale tangibile a protezione degli equipaggi in mare.
Vincenzo Tumminello
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