La libertà è partecipazione! I tifosi del Palermo dicono basta alle limitazioni ingiustificate

Pubblicato il 25/09/2025

La libertà è partecipazione! I tifosi del Palermo dicono basta alle limitazioni ingiustificate
Ennesimo provvedimento restrittivo nei confronti dei tifosi del Palermo in vista della partita contro il Cesena in programma sabato 27 settembre alle ore 15.00 all’Orogel Stadium Dino Manuzzi: i tifosi del Palermo residenti in Sicilia potranno assistere al match solo nel settore ospiti e se in possesso della Fidelity Card. Un’ulteriore disposizione che snerva gli animi dei tifosi che mai hanno condiviso la logica della “tessera” in quanto ritenuta un mezzo per esercitare un controllo eccessivo sugli ultras, (raccogliendo i loro dati personali e monitorando le loro presenza), un'ulteriore barriera che rende più difficile l'accesso agli stadi, uno strumento di esclusione permanente per coloro che hanno subito un DASPO o una condanna da meno di cinque anni e che dunque non potranno sottoscrivere la tessera. Una restrizione difficile da comprendere ed accogliere perché Cesena-Palermo non è un match con profilo di rischio visto che le due tifoserie, ormai da tempo, sono legate da amicizia e solidarietà. I tifosi della “Curva Mare” di Cesena, a testimonianza di tale legame, hanno manifestato esplicitamente il proprio disaccordo al provvedimento diffondendo il seguente comunicato: "Altro giro, altro divieto. Dopo la farsa di Venezia (anche questa partita impedita ai tifosi non in possesso della Fidelity Card) crediamo non abbia ormai neanche più senso commentare l’ennesimo provvedimento restrittivo, questa volta adottato addirittura nei confronti di una tifoseria a cui ci lega un rapporto di amicizia ultradecennale. Passiamo quindi ai fatti: sabato resteremo in silenzio per i primi 30 minuti di gioco, con un unico striscione appeso in balaustra. Dal 31’ minuto poi dovrà esplodere tutta la rabbia per quello che ci stanno togliendo, per tutte le stronzate che cercano di farci credere — tra cui quella secondo cui la pirateria ucciderebbe il calcio, quando in realtà sono loro stessi i fautori numero uno. Lo faremo per la nostra squadra, ma soprattutto per noi stessi, che continuiamo a lottare fieri e coerenti per i nostri ideali, nonostante tutto e tutti." La scorsa stagione, a fine aprile, in occasione della partita contro il Cesena, forse a seguito di alcune frizioni interne a diversi gruppi del tifo organizzato rosanero, era stata addirittura impedita la vendita dei biglietti ai residenti a Palermo e provincia ma in questo caso il provvedimento restrittivo per sabato 27 suscita tra i tifosi profonde perplessità. Un provvedimento, inoltre, che segue il recente divieto ai siciliani alla trasferta in Sudtirol, a Bolzano, per la partita del 19 settembre c.a. Un atto che era stato considerato dai tifosi e dalle rispettive società sportive immotivato ed eccessivamente tardivo. La decisione infatti era arrivata a meno di quarantotto ore dal match, causando notevoli disagi e danni economici a chi aveva già organizzato il viaggio. A seguito del divieto il Palermo FC aveva dichiarato massima solidarietà con gli ultras :“I tifosi sono gli unici protagonisti del calcio. Per tale ineccepibile ragione è doveroso pretendere un maggior senso di responsabilità nell’applicazione di principi, in coerenza con la necessità diffusa di garantire una partecipazione sempre più ampia degli sportivi italiani in stadi nuovi e all’avanguardia. Privare i tifosi della possibilità di assistere a una partita, non è una soluzione ma anzi, di per sé, la negazione stessa di quegli stessi principi. Ancor più grave se ciò finisce per mortificare chi non ha più il tempo e la possibilità di riparare agli impegni presi. Il club rosanero non condivide e non condividerà, pertanto, qualsiasi atteggiamento irrispettoso nei confronti dei sacrifici di famiglie e appassionati, che percorrono migliaia di chilometri investendo tempo e denaro per sostenere la propria squadra del cuore". Diventa sempre più concreta la convinzione che il calcio moderno sia diventato un prodotto venduto al miglior offerente. Tra diritti televisivi miliardari, orari delle partite che favoriscono la programmazione televisiva e non i tifosi, la pubblicità martellante  e il distacco che spesso si riscontra tra le società sportive e gli ultras, è facile credere che il denaro e gli impassibili calcoli economici della pay tv vorrebbero impossessarsi dell’anima del calcio. Tuttavia gli ultras, che con immensi sacrifici e passione vorrebbero sostenere ovunque le loro squadre, rimangono custodi della verità celata e dimenticata dal bussines e dai provvedimenti di restrizione: il cuore pulsante del calcio, la sua anima è (e resterà) la passione inestinguibile dei tifosi. Senza il loro entusiasmo, la loro identità e cultura, la loro presenza e partecipazione, le partite di calcio diventerebbero un mero esercizio tecnico privo di senso e significato. Vincenzo Tumminello