Le celebrazioni per la Festa della Liberazione di oggi 25 Aprile 2026 assumono a Palermo un significato particolare. La recente notifica, avvenuta qualche giorno fa, della chiusura delle indagini nei confronti di alcuni organizzatori delle mobilitazioni pro-Gaza dello scorso ottobre ha, infatti, innescato un confronto che, nel giorno in cui si onora la Resistenza, risuona con singolare vigore nelle piazze della città.
I provvedimenti sono stati notificati a sette manifestanti sindacalisti dell'Unione Sindacale di Base (USB) e le accuse riguardano lo svolgimento delle manifestazioni sopra indicate senza l’autorizzazione da parte delle autorità di pubblica sicurezza.
Queste mobilitazioni avevano visto una partecipazione cittadina attiva, trasversale e numerosa. Si era creato un movimento non violento e antimilitarista a sostegno del popolo palestinese e determinato a chiedere un immediato intervento politico e istituzionale per fermare il genocidio in corso a Gaza.
Nella giornata di oggi il tema sul diritto di protesta emerge con maggiore forza. Il 25 aprile rappresenta non solo la memoria storica della libertà conquistata dalla Resistenza, ma anche l'attualità della partecipazione democratica: il diritto di manifestare, di esprimere il dissenso e di occupare pacificamente lo spazio pubblico per la difesa dei diritti umani.
Mentre Palermo celebra la sua storia e la sua identità fondata sull’antifascismo, la vicenda dei manifestanti indagati richiama tutti al valore della partecipazione attiva come esercizio quotidiano di libertà.
Se oggi possiamo discutere di diritti, di giustizia e di partecipazione è grazie al sacrificio di uomini e donne liberi che hanno scelto di non restare a guardare.
Quelle persone, spesso giovanissime, hanno donato la propria vita per schiacciare ogni forma di dittatura e per consegnarci un Paese dove il dissenso non è un crimine, ma un valore. La loro lotta ci insegna che la libertà è un esercizio quotidiano di responsabilità.
Vincenzo Tumminello