Pubblicato il 12/12/2024 | Categoria: Società e Cultura
Sid e B1, oltre a trasformare, attraverso le loro opere, i muri della città in veicoli di messaggi sociali, amano esprimersi utilizzando supporti atipici, materiali disparati trovati per strada, gettati incautamente (così come avviene spesso con i cartoni).
“Avevamo raccolto una certa quantità di carte e cartoni -affermano i due street artists- e allora ci siamo detti: perché non usarli per ciò a cui nessuno penserebbe di utilizzarli, cioè una mostra?”
Dal momento che i disegni e i soggetti ritratti nei cartoni rispecchiano quelli che i due artisti dipingono in strada, la mostra potrebbe apparire, ad un occhio ingenuo, come una fusione tra la street art e la pittura da studio, ma “in realtà -sostiene B1- non sarà nessuna delle due”. Sarà anzitutto l’espressione della necessità, immanente ed inderogabile, di manifestare ancora una volta la preoccupazione e lo sdegno verso ciò che sta succedendo nel mondo: guerre, genocidi, diritti negati, sviluppo insostenibile, politiche ciniche e speculatorie. Un invito a prendere consapevolezza della necessità di aderire alla lotta contro ogni forma di scempio, di sopruso, di ingiustizia e violenza, ad imparare a condurre la propria esistenza nel rispetto delle vite altrui così come insegna l’unica forma di convivenza civile in grado di renderci liberi ed autonomi: l’anarchia.
Per assistere alla mostra non sarà necessario mettersi in fila e pagare un biglietto, né essere degli addetti ai lavori in quanto le opere proposte dai due artisti sono “povere” (molto povere), dirette ed esplicite nel messaggio (che è locale e globale), non sarà neppure necessario allestire il proprio aspetto da “intellettuale maledetto” perché ciò che serve e si richiede sono “armature da guerriero” e non vuote concettualizzazioni sui mali nel mondo .
Vincenzo Tumminello