Palermo in crisi. La squadra negli spogliatoi, sotto la curva resta solo Inzaghi
Pubblicato il 23/11/2025
Il fischio finale dell'arbitro Giuseppe Collu di ieri 22 novembre allo stadio Comunale di Chiavari non ratifica solo un triste pareggio (1-1) contro la Virtus Entella, ma sancisce l'inizio della spaccatura tra squadra/società e i suoi tifosi.
Sugli spalti si contavano 3.351 spettatori, di cui ben 1.100 di fede rosanero: l'ennesima, schiacciante prova d'amore di una tifoseria che, per numeri e passione, non ha eguali in tutta la Serie B ma che, ancora una volta, viene delusa dai suoi beniamini.
Al termine della gara, mentre dal settore ospiti riempito dai tifosi rosa nero grandinavano fischi e cori di disapprovazione (“andate a lavorare”, “vergognatevi”) per una prestazione pietosa e inaccettabile, la squadra, dopo una breve sosta di facciata, ha scelto il rientro rapido, a testa bassa, nel tunnel degli spogliatoi. Nessun confronto, nessun cenno di scuse, solo la fretta di sparire. Nel vuoto lasciato dai calciatori, è rimasta sola la grande personalità di Filippo Inzaghi. Il tecnico, con il volto segnato dalla delusione, è rimasto lì a “metterci la faccia”. Un gesto da leader che si carica delle colpe di un gruppo di giocatori che appare senza personalità.
E mentre Filippo Inzaghi restava solo a confrontarsi con i tifosi, a migliaia di chilometri di distanza, negli uffici di Manchester o New York, probabilmente si analizzavano dati, si pianificavano campagne social e pubblicitarie, si studiava l'espansione del brand. È proprio in questa distanza non solo geografica, ma emotiva, passionale e di interessi che si possono individuare alcune delle principali cause di una stagione che, benché ancora lunga, rischia di diventare l'ennesima amara delusione.
Un Palermo senza identità, lento, slegato, prevedibile, senza idee e guizzi, ma soprattutto senza fame agonistica, senza voglia autentica di “sudare la maglia” non può di certo ambire alla serie A.
“In questo momento dobbiamo stare zitti, allenarci, pedalare forte -ha affermato il tecnico Inzaghi durante la conferenza stampa post partita-. Quello che stiamo facendo probabilmente non basta. Dobbiamo ripartire dalla prossima in casa, con un pubblico del genere dovresti sempre cercare di vincerle. Non ci siamo riusciti, dispiace ma dobbiamo avere la forza di guardare avanti e cercare di uscire da questo momento”.
Nonostante la delusione, sabato 29 (in occasione del match contro la Carrarese), i veri Ultras saranno presenti. La Curva sicuramente sarà lì, al fianco dei colori rosanero, con un sostegno che non smetterà mai, ben oltre il novantesimo minuto, perché la fede prescinde dal risultato. Ma il messaggio per chi scende in campo deve essere chiaro e definitivo: sugli spalti si darà l'anima, ma in cambio si pretendono “sangue e sudore”. La maglia si onora lottando: chi non è disposto a farlo, non merita quegli applausi e quei cori che sabato, ancora una volta, non mancheranno.
Vincenzo Tumminell
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