Oggi, 9 ottobre (dalle 19.30 alle 21.30), ultimo giorno per visitare allo spazio Ducrot dei Cantieri Culturali della Zisa l’installazione Palermo In-Visibile realizzata dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti del corso di Scenografia, Audiovideo e Multimedia.
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L’opera riproduce la mappa della nostra città nel suo disordine e nella sua complessità, con i propri simboli, le proprie immagini surreali e oniriche .
L’installazione, ideata e creata sotto la guida dei docenti Antonella Conte, Liliana Iadeluca e Francesca Pipi, richiama esplicitamente le città immaginarie descritte da Italo Calvino nel suo Le città invisibili e vuole mettere in evidenza come le metropoli siano anzitutto un insieme di memorie, desideri, scambi di idee e parole.
Solo attraverso l’indagine di tali aspetti e delle specificità di ogni luogo che la compone, si avrà la possibilità di prendere piena consapevolezza della città in cui si vive, della sua unicità e ci si potrà chiedere come sopperire alle sue manchevolezze, come impegnarsi per cambiarla in meglio. L’invito e il senso autentico dell’installazione è, pertanto, quello di immaginare e sperare in un futuro migliore, di non accettare l’imposizione di modelli urbani alienanti, di generare sogni che nascano dal caos e dall’invivibilità delle nostre città.
“L’inferno dei viventi -scrive Calvino- non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrire. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.”
Vincenzo Tumminello