Si è conclusa domenica 28 settembre, l'ottava edizione di Piano City Palermo, il festival di concerti di pianoforte diretto da Marco Betta, sovrintendente del Teatro Massimo, e dal compositore Francesco Taskayali.
Nonostante la pioggia dei primi giorni, la manifestazione ha registrato grande apprezzamento da parte del pubblico in tutti i suoi appuntamenti, coinvolgendo migliaia di persone negli oltre cento concerti in altrettante location della città.
Il festival per tre giorni ha trasformato Palermo in un immenso auditorium: teatri e piazze, giardini e cortili, musei e gallerie, oratori e case private hanno ospitato concerti gratuiti dall'alba alla notte, un mix di generi e linguaggi artisti che hanno incantato il pubblico.
Particolarmente apprezzati i concerti di neoclassica di sabato 27 al molo trapezoidale del duo Santalucia/Taskayali e quello di domenica 28 di Silas Bassa in piazza Danisinni.
A chiudere il festival i concerti di ieri a piazza Magione alle 19.00 dell’artista spagnolo Marco Mezquida e, nelle vesti di guest, quello di musica da camera di Davide Cabassi e Tatania Larionova al Pablo Listening Bar di Via Brunetto Latini.
Per la prossima edizione si spera che gli organizzatori porranno maggiore attenzione al coinvolgimento delle periferie di Palermo perché è arcinoto che l'arte è lo strumento più prezioso e autentico per la rigenerazione dei quartieri emarginati e dimenticati dalle istituzioni. È facile intuire l'immensa potenza di significati che avrebbe un concerto di pianoforte tra i palazzi fatiscenti e i servizi inesistenti dello Zen o sul campetto di calcetto bruciato in occasione dell'ultima festa di San Giuseppe a Borgo Vecchio.
Il pubblico affezionato a Piano City, culturalmente raffinato e particolarmente chic, si sposterebbe volentieri, ne siamo certi, dal centro storico "turistizzato" per scoprire nuovi angoli di Palermo, quella reale e schietta.
Vincenzo Tumminello