Si canterà per manifestare la vicinanza alle donne iraniane, curde, afghane, palestinesi e a tutte le altre, purtroppo moltissime, che in ogni parte del mondo si ribellano alla ferocia del potere.
Si canterà per le donne italiane, occidentali, ancora oggi vittime della violenza maschile.
Si canterà per dire un convinto No alla guerra che oggi con gli armamenti nucleari rischia di annientare per sempre la vita.
Si canterà con la speranza che si propaghi, che risuoni con forza in tutta la città e arrivi dappertutto, anche dentro le case di chi non vorrebbe ascoltare, per ricordare che la libertà è il bene più grande, la libertà che sa della necessità dell’altra e dell’altro, la libertà vera, la libertà relazionale, non asservita alla legge del profitto e del mercato, la libertà che si nutre di rispetto e di amore per il genere umano e la terra.