Sostegno agli alunni con disabilità , da Palermo parte la sperimentazione che preoccupa scuole e famiglie
22/03/2026
Da Palermo parte la sperimentazione per la nuova procedura di certificazione della disabilità destinata agli alunni delle scuole, un passaggio che, secondo sindacati e operatori del settore, potrebbe produrre effetti molto pesanti sull’assegnazione dei docenti di sostegno e sui servizi di assistenza connessi. Il timore, sempre più concreto, è che dal prossimo anno scolastico nelle scuole palermitane si possa registrare una drastica riduzione del numero di ore assegnate agli studenti con disabilità , fino al rischio di lasciare senza copertura una parte significativa degli alunni che oggi beneficiano di opportuna assistenza per il diritto allo studio.
L’allarme nasce dall’avvio, proprio a Palermo e provincia, della sperimentazione prevista dalla nuova disciplina nazionale in materia di accertamento della condizione di disabilità .
A segnalarlo è stata una nota trasmessa il 6 marzo dal Provveditorato agli istituti scolastici del territorio, nella quale si comunica l’attivazione, a decorrere dal 30 settembre 2026, delle procedure sperimentali richiamate dall’articolo 33 del decreto legislativo 3 maggio 2024, n. 62, in attuazione delle disposizioni collegate al decreto-legge 27 dicembre 2024, n. 202.
Dietro il linguaggio tecnico delle norme, denunciano le organizzazioni sindacali, si nasconderebbe in realtà una trasformazione destinata a incidere direttamente sugli organici di sostegno e sull’intero sistema dell’inclusione scolastica.
La contestazione riguarda soprattutto il peso attribuito ai verbali Inps, ritenuti improntati a criteri più rigidi e restrittivi, a discapito della documentazione sanitaria elaborata dalle Asp, considerata invece più idonea a rappresentare in modo completo i bisogni educativi e assistenziali dei minori con disabilità . Secondo questa lettura, il nuovo impianto rischierebbe di tradursi in una riduzione lineare delle risorse, comprimendo il perimetro dell’inclusione e impoverendo un modello efficace costruito nel corso di decenni.
Le criticità sollevate non riguardano soltanto il merito della riforma, ma anche le modalità con cui essa sta prendendo forma. Le scuole, infatti, lamentano l’assenza di un confronto preventivo su un cambiamento ritenuto di portata rilevantissima, con effetti potenzialmente immediati sull’organizzazione interna, sulla programmazione didattica e sulla continuità dei percorsi di sostegno.
Tra i punti più contestati vi è la previsione di una rilevazione del fabbisogno di sostegno già nel mese di marzo, comprensiva anche della compilazione degli allegati C e C1 e della determinazione delle ore necessarie, in una fase che precederebbe addirittura la riunione conclusiva del Gruppo di Lavoro Operativo (GLO). Un aspetto ritenuto particolarmente problematico, dal momento che la normativa vigente colloca tale passaggio entro il 30 giugno, cioè al termine del percorso di valutazione condivisa che coinvolge scuola, famiglie e operatori competenti. Si andrebbe incontro quindi anche verso una incongruenza amministrativa.
La preoccupazione diffusa è che la sperimentazione avviata a Palermo possa diventare il banco di prova di un modello destinato poi a estendersi progressivamente al resto del Paese. In base al programma ministeriale, infatti il nuovo sistema di accertamento, affidato in via esclusiva all'INPS diventerà operativo su tutto il territorio nazionale a partire dal 1° gennaio 2027.
Per questo motivo sindacati, personale scolastico e famiglie hanno annunciato un presidio davanti all’Ufficio scolastico regionale di Palermo per il 1° aprile, con l’obiettivo di chiedere un immediato stop alla sperimentazione e di sollecitare un confronto trasparente sulle ricadute concrete del nuovo sistema. Al centro della mobilitazione c’è la richiesta di salvaguardare il principio dell’inclusione scolastica, evitando che esigenze di contenimento della spesa possano tradursi in un arretramento dei diritti degli studenti più fragili.
Giuseppe Gargano
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