Giustizia, al via il referendum costituzionale. In Sicilia quasi 3,9 milioni di elettori chiamati al voto

La Sicilia si appresta a vivere una tornata elettorale di particolare rilievo sul piano istituzionale, con numeri che fanno prevedere una partecipazione significativa. Sono 3.860.499 i cittadini dell’Isola chiamati a esprimersi sul referendum confermativo relativo alla riforma della giustizia, distribuiti in 5.306 sezioni elettorali. Palermo, con 1.186 seggi, rappresenta il territorio con il maggior peso elettorale: nella provincia del capoluogo gli aventi diritto al voto sono 972.990, il dato più alto a livello regionale. A livello nazionale, sono circa 51 milioni gli elettori chiamati alle urne per pronunciarsi sulla riforma che interviene su alcuni articoli della Costituzione e che introduce, tra gli aspetti più rilevanti, la separazione delle carriere dei magistrati. I seggi resteranno aperti oggi fino alle ore 23, mentre nella giornata di domani, 23 marzo, si voterà dalle 7 alle 15. Per poter esprimere la propria scelta è necessario presentarsi con un valido documento di identità e con la tessera elettorale. È inoltre prevista la possibilità, per gli elettori con disabilità impossibilitati a votare in autonomia, di essere assistiti in cabina da una persona di fiducia iscritta nelle liste elettorali di un qualsiasi Comune italiano. L’andamento della partecipazione sarà monitorato attraverso le consuete rilevazioni ufficiali, previste oggi alle 12, alle 19 e alle 23, oltre al dato conclusivo che sarà diffuso domani alla chiusura delle urne, alle ore 15. Trattandosi di un referendum confermativo, la validità della consultazione non è subordinata al raggiungimento di alcun quorum. La scheda consegnata agli elettori è di colore verde e riporta il quesito con cui si chiede di approvare o respingere il testo della legge di revisione costituzionale approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025, recante il titolo: “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”. Si tratta dunque di un passaggio istituzionale di rilievo, destinato a misurare direttamente l’orientamento dei cittadini su una riforma che tocca uno dei cardini dell’assetto costituzionale del Paese. Giuseppe Gargano