Parte la rivoluzione del sistema tramviario palermitano

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È stata avviata ufficialmente a Palermo la fase esecutiva del progetto che prevede la realizzazione della tratta C del tram che collegherà corso Calatafimi alla stazione Centrale in continuazione col percorso già esistente della linea 4 passando da via Ernesto Basile e Corso Tukory. I lavori, che partiranno nei prossimi giorni dallo svincolo Basile, costituiranno un ulteriore importante tassello nel quadro complessivo della rete tramviaria cittadina, inaugurata nel 2015 e che ad oggi consta di quattro linee, funzionali al collegamento delle aree periferiche della città col centro.

Secondo quanto previsto dal cronoprogramma, i lavori avranno una durata di tre anni e, per l’ottenimento del nulla osta definitivo da parte dell’Ansfisa, seguiranno tre mesi di pre-esercizio senza passeggeri. L’avvio dei cantieri è avvenuto formalmente durante una cerimonia tenutasi venerdì 29 maggio al parcheggio Basile con la partecipazione di esperti e rappresentanti istituzionali che hanno spiegato analiticamente tempi e modalità di realizzazione dell’opera. Erano presenti, fra gli altri, il sindaco Roberto Lagalla e l’assessore alla mobilità sostenibile Maurizio Carta che ha sottolineato come, dopo il nullaosta del Ministero, sia tutto pronto per far partire un progetto che farà fare un salto di qualità alla mobilità dei palermitani.

L’ampliamento della linea tramviaria, ha spiegato, andrà di pari passo con la modernizzazione dei mezzi: difatti, “le due cose non possono non camminare insieme essendo un sistema tramviario innovativo”. Pertanto, sulle rotaie circoleranno nuovi tram alimentati a batteria, che effettueranno le ricariche di notte nei depositi e di giorno presso i capolinea e in apposite fermate. Saranno i primi tram a batterie che circoleranno in Italia, in una rete interamente “catenarie free”: ciò significa che si farà a meno delle catenarie, ossia dei cavi elettrici attraverso i quali le vecchie vetture ricavavano l’energia necessaria a produrre il movimento. Insomma, delle nuove vetture più “leggere” e sostenibili che impatteranno in misura minore sull’ambiente, motivo per cui, sempre restando alle parole dell’assessore, il tram non sarà più “un predatore delle strade su cui cammina ma sarà uno strumento d’ausilio e di aiuto alla mobilità di questa città”. Le prime cinque vetture sono già stata prodotte, coi fondi PNRR, negli stabilimenti CAF (Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles) di Irun, in Spagna, e la prima è già arrivata a Palermo.

Eppure, proprio in merito alla questione ambientale e alla sostenibilità, non sono mancate le polemiche. Durante la cerimonia di venerdì scorso, infatti, un gruppo di cittadini e alcuni rappresentanti dei comitati ambientalisti locali hanno realizzato un sit-in di protesta per dire no all’abbattimento degli alberi previsto lungo il tracciato che sarà interessato dai lavori. Fra questi, la consigliera comunale Concetta Amella che, pur non esprimendo contrarietà al progetto di ampliamento e modernizzazione della rete tramviaria, ritiene inaccettabile che “nella città più inquinata d’Italia” si condannino a morte 223 alberi “in barba alle indicazioni del consiglio comunale, che con un ordine del giorno invitava alla tutela, alla garanzia e al salvataggio degli alberi, e in barba ai principi ambientali”. L’assessore Carta ha risposto alle proteste spiegando che verranno fatte le dovute verifiche finalizzate a valutare soluzioni alternative all’abbattimento degli alberi.

Lo stesso Carta ha poi rimarcato come a breve verrà fatta la consegna dei lavori anche per quanto riguarda la tratta B (via Notarbartolo-Giachery), con interessamento del tratto esistente di via Leonardo Da Vinci, e la tratta A nord (via Libertà incrocio con via Duca della Verdura fino a piazza De Gasperi), mentre si procederà con la progettualità relativa alle tratte E sud (via Crocerossa-via Lanza di Scalea) ed F (via Balsamo-Piazza Giachery). Nel complesso, ha spiegato Lucio Perilli, direttore tecnico della SIS, la ditta che eseguirà i lavori, il progetto risulterà innovativo anche nella misura in cui separerà “il flusso tramviario da quello veicolare in tutti e tre gli svincoli principali della città”, a partire dallo svincolo Basile in cui “il tram andrà in sotterranea in corrispondenza dell’intersezione fra viale Regione siciliana e via Ernesto Basile per poi riemergere in superficie nei due controviali di viale Regione siciliana”. Allo svincolo Calatafimi il tram salirà su un viadotto metallico a un livello superiore di circa cinque metri rispetto al flusso stradale. Analogamente, la separazione dei flussi avverrà anche allo svincolo Einstein, cosicché verranno meno le attese semaforiche al passaggio del tram per le automobili e viceversa nei principali nodi di intersezione del traffico cittadino in quanto le stesse intersezioni non saranno più a raso ma a livelli sfalsati.

Inoltre, le nuove vetture saranno dotate dell’innovativo sistema ATS (Automatic Train Stop), installato per la prima volta sui tram, che rivela lo stato vigile del conducente attivando, in mancanza di esso o in caso di disattenzione con conseguente passaggio al semaforo rosso, l’arresto automatico del veicolo con una frenata che in uno spazio di pochi metri ferma la vettura per evitare incidenti. Un sistema che garantirà dunque anche un maggiore livello di sicurezza del trasporto tramviario e della mobilità cittadina.

Insomma, i promotori di questo progetto sostengono che la sua realizzazione rivoluzionerà il traffico a Palermo sul piano della mobilità, della sostenibilità e dell’estetica riqualificando le strade e liberandole dalle barriere, contribuendo allo stesso tempo a modificare radicalmente il modo di muoversi e di vivere la città.

Mauro Buccheri