Un’operazione di controllo sul territorio nel centro storico di Palermo ha portato, ieri 18 giugno, al sequestro preventivo di 17 botteghe affiliate ad Alab (Associazione Liberi Artigiani-Artisti Balarm), la rete fondata e presieduta da Pietro Muratore che da oltre quindici anni coordina una fitta galassia di laboratori creativi in città.
Nata nel 2010, l'esperienza di Alab ha rappresentato uno strumento di rigenerazione urbana dal basso per i vicoli del centro storico. Attraverso l'apertura di decine di laboratori, l'associazione ha contribuito negli anni al recupero di immobili commerciali in disuso e alla rivitalizzazione di aree urbane periferiche o precedentemente degradate, strutturando una rete di mutuo soccorso occupazionale per creativi locali e offrendo un'alternativa produttiva al fenomeno dell'emigrazione giovanile.
I provvedimenti aprono una complessa discussione sulla gestione e sulla tutela del tessuto micro-economico locale e sollevano interrogativi sul futuro urbanistico ed economico del capoluogo siciliano.
Ci si chiede: come creare un giusto equilibrio commerciale all’interno del centro storico della città? Si tende soltanto ad un modello economico a trazione esclusivamente turistica (esposto ai rischi di omologazione commerciale) o anche alla salvaguardia di un ecosistema produttivo ancorato alle tradizioni manifatturiere, all'identità culturale e ai laboratori di quartiere?
Vincenzo Tumminello