Da qualche giorno la RAP, l'azienda pubblica che si occupa della gestione dei servizi di raccolta, igiene e smaltimento dei rifiuti urbani a Palermo, ha lanciato una campagna di comunicazione dal forte impatto emotivo e simbolico, coinvolgendo quattro celebri e stimate figure della città: Ficarra e Picone, Stefania Petyx e Pif.
Queste grandi personalità si sono offerte gratuitamente di partecipare alla campagna per comunicare ai propri concittadini la improcrastinabile necessità di responsabilizzarsi e impegnarsi per mantenere pulita la nostra città.
"Io mi rifiuto" recitano i poster con la foto dei personaggi sopracitati. Con questa affermazione incisiva, netta e provocatoria si spera (ed è indispensabile) che ogni palermitano dica in maniera convinta e determinata: “Io mi rifiuto di contribuire al degrado della mia città”, “Io mi rifiuto di accettare l’abbandono dei rifiuti come normalità”, “Io mi rifiuto di voltarmi dall’altra parte”.
È chiaro però che la causa del problema dell'immondizia non è solo il cittadino. Non si può fare del palermitano la vittima sacrificale offerta per risolvere la gestione inadeguata dei rifiuti. I problemi nascono dalle inefficienze burocratiche, dalla mancanza di infrastrutture adeguate e, ovviamente, anche dalla scarsa sensibilizzazione della popolazione.
Molti cittadini palermitani, tuttavia, pur volendo differenziare i rifiuti, si trovano in serie difficoltà: ci sono alcune vie dove i bidoni per la differenziata sono stati consegnati da quasi 2 anni ma il servizio di raccolta non è ancora partito e altre strade in cui la differenziata è partita ma ancora i residenti non hanno i kit adatti per separare le varie frazioni.
Inoltre molti dei contenitori destinati alla raccolta differenziata rimangono per settimane stracolmi perché non vengono svuotati, così come succede continuamente, ad esempio, in via Don Orione (vedasi foto).
Ebbene, se i cittadini devono convintamente dire "Io mi rifiuto", i responsabili e gli addetti della Rap dovrebbero con altrettanta fermezza affermare: "Io non mi rifiuto di essere puntuale ed efficiente".
Vincenzo Tumminello