Beatificato Rosario Livatino, il giudice siciliano ucciso dalla mafia nel 1990
Pubblicato il 09/05/2021
"Oggi ad Agrigento è stato beatificato Rosario Angelo Livatino, martire della giustizia e della fede nel suo servizio alla collettività come giudice integerrimo che non si è lasciato mai corrompere. Si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere.
Il suo lavoro lo poneva sempre sotto la tutela di Dio, per questo è diventato testimone del Vangelo, fino alla morte eroica. Il suo esempio sia per tutti, specialmente per i magistrati, stimolo a essere leali difensori della legalità e della libertà". Lo ha detto il Papa al Regina Caeli.
“Per onorare il primo magistrato beato nella storia della Chiesa, che ha esercitato coraggiosamente la professione come missione laicale, è stato costituito un gruppo di lavoro sulla scomunica alle mafie”. Il gruppo di esperti è già al lavoro, ha il compito di “approfondire il tema, collaborare con i vescovi del mondo, promuovere e sostenere iniziative". Il Papa vuole che la scomunica sia estesa a tutte le mafie, non solo quelle italiane.
“La Chiesa ha fatto passi avanti nel percorso contro la mafia – dice don Luigi Ciotti – ma bisogna fare uno scatto ulteriore. Le organizzazioni mafiose usano la religione come strumento di consenso e di potere. E’ allora necessario che ci siano pronunciamenti non solo verbali, ma scritti. Per dire in maniera chiara che la Chiesa taglia i ponti con la mafia”. Il gruppo voluto dal Papa sta lavorando non solo all’inserimento della scomunica nei testi della Chiesa, ma anche ad alcune iniziative: “Nelle carceri, nei vari contesti – spiega don Ciotti – c’è bisogno di una condanna forte del fenomeno, ma anche di una nuova pastorale”.
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