Clown nel mirino dopo la manifestazione: «Abbiamo portato colore e umanità contro ogni conflitto»

Pubblicato il 06/10/2025

Clown nel mirino dopo la manifestazione: «Abbiamo portato colore e umanità contro ogni conflitto»
Dopo la partecipazione al corteo di venerdì, i componenti della Clownpagnia sono finiti al centro delle polemiche in seguito alle critiche espresse dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti e dal vicesindaco Fabio Cannella. Il gruppo rivendica tuttavia la propria presenza come gesto di pace e di arte collettiva: «Abbiamo riempito la piazza di luce, sorrisi e bellezza per ribadire il nostro no alla guerra e ad ogni forma di violenza». Pubblichiamo integralmente il loro comunicato:
Con dispiacere apprendiamo le parole di sdegno della sottosegretaria alla difesa Isabella Rauti sull’azione artistica della nostra “Clownpagnia”, in occasione della manifestazione del 3 ottobre scorso a Palermo. Da quelle parole ci pare che la nostra metafora sia stata – siamo certi in buona fede – travisata. Probabilmente alla base di tale fraintendimento vi è l’assunto per cui essere un clown equivale a un insulto. Per noi che clown lo siamo, invece, si tratta di un orgoglio e in un certo senso di una missione di vita regalare il sorriso. Molti di noi hanno affrontato percorsi formativi decennali per diventare professionisti della risata e altri ancora svolgono attività nel sociale a più livelli tramite l’arte. La nostra iniziativa, inoltre, è parte di una rete globale denominata “Clown Army”. La poetica del clown è permeata dallo spirito del carnevalesco, quello cioè del “mondo al contrario” di cui parla anche Bachtin, con innumerevoli esempi nella storia dell’arte, del teatro, del cinema (ricorderà la Senatrice il maestro-clown Chaplin, che impersonò addirittura il peggior dittatore della storia). Nel mondo al contrario, spazio immaginifico in cui non valgono gerarchie sociali e “il re viene mostrato nudo”, il clown ritrova l’innocenza del bambino interiore che è in tutti noi. E in quanto bambino il clown gioca, mettendo in scena un mondo alternativo candido e puro. Gli spettatori, oltre a ridere per la visione di un mondo assurdo, sono così portati a riflettere sull’assurdità di quello reale. Per un clown che gioca a fare il soldato, compito dell’esercito è danzare, abbracciare anziane signore sul girello e, magari, rafforzare la sensazione che una manifestazione di piazza sia pacifica. Una simile milizia gioconda è l’unica che il clown riesce a immaginare quando rappresenta un mondo in cui la guerra – tanto assurda agli occhi di un bimbo– non esiste. Da ciò dovrebbe emergere quanto la nostra performance fosse allegorica e rivolta ai massimi sistemi, sicuramente non legata ad un esercito in particolare (di cui del resto non portavamo simboli) e – non ultimo – apprezzata dagli astanti che vi hanno assistito. È infatti disdicevole che la senatrice abbia espresso la sua opinione senza averci visto di persona: le persone di cultura sanno bene che una performance teatrale è ideata per essere fruita in presenza, hic et nunc, e non dovrebbe essere giudicata superficialmente dalla visione di qualche foto circolata su social e media. Inondare la piazza di gioia e bellezza, innescare una riflessione sull’assurdità del comportamento dell’uomo che uccide l’altro uomo: ecco il compito che si erano prefissi degli umili clown a Palermo. Siamo piuttosto noi a essere stupiti dall’interesse suscitato dalla nostra “Clowmpagnia” presso il Ministero, che immaginavamo concentrato sui tragici avvenimenti geopolitici attuali. Non avevamo previsto che un ministero della difesa di una democrazia occidentale potesse interessarsi ai clown. Ciò da una parte ci sorprende, dandoci al contempo una conferma bizzarra, da “mondo al contrario”, di quanto possa essere d’impatto la nostra presenza in piazza. Dall’altra parte temiamo invece che l’attenzione a noi rivolta possa sembrare – come prima siamo certi della buona fede della Senatrice – mirata ad adombrare la straordinaria presenza popolare della manifestazione cui abbiamo partecipato: vi erano decine di migliaia di persone e ringraziamo dal primo all’ultimo tutti gli attori sociali per i propri sforzi. Non vogliamo che si perda di vista la causa che ha unito una variopinta moltitudine, la solidarietà a Gaza e alla Palestina.Ci auguriamo che il Ministero e il governo tutto si occupino meno di noi e più degli scenari in cui i bambini non giocano alla guerra o ad altri giochi, ma stanno “come d’autunno sugli alberi le foglie”. La nostra Clownpagnia ha appena cominciato il suo reclutamento e presto sarà più forte e numerosa. Grazie al diritto all’espressione artistica sancito dalla nostra Costituzione, saremo sempre più numerosi con la nostra armata sculettante nel portare in piazza democraticamente il nostro rivoluzionario messaggio di bellezza, amore e nonviolenza. La Clownpagnia di Palermo