Il 21 marzo ricorre la
Giornata internazionale per l’eliminazione della discriminazione razziale, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per mantenere viva la memoria di uno degli episodi più drammatici della storia: il
massacro di Sharpeville, avvenuto in Sudafrica nel 1960.
In quella circostanza, le forze di polizia aprirono il fuoco contro una folla di manifestanti che stava prendendo parte a una mobilitazione pacifica contro una normativa fortemente discriminatoria. La legge contestata obbligava infatti la popolazione nera sudafricana a portare con sé uno speciale documento autorizzativo per poter accedere alle zone destinate ai bianchi, sancendo in modo evidente una discriminazione fondata sull’appartenenza razziale. Il bilancio di quella repressione fu gravissimo con decine di persone che persero la vita e centinaia rimaste ferite. La ricorrenza del 21 marzo non rappresenta soltanto un momento commemorativo, ma anche e soprattutto un’occasione di riflessione collettiva sull’urgenza di contrastare ogni forma di esclusione, pregiudizio e intolleranza, alla luce delle persistenti disuguaglianze che ancora oggi sono attuali.
In questo quadro si inserisce l’iniziativa promossa
dal 16 al 20 marzo nell’ambito dei corsi istituzionali, durante i quali un gruppo di docenti aderirà a un programma di lezioni aperte anche a partecipanti esterni. L’obiettivo è favorire un confronto ampio e consapevole sul tema della discriminazione, analizzandone le molteplici manifestazioni e proponendo una lettura critica che metta in relazione la dimensione storica con le problematiche del presente. Attraverso questi incontri, il percorso didattico intende offrire strumenti di approfondimento e sensibilizzazione, incoraggiando una cultura fondata sul rispetto dei diritti, sull’inclusione e sul riconoscimento della pari dignità di ogni persona.
Il programma
Vincenzo Gargano