“Quello di oggi è un omaggio doveroso a un giornalista integerrimo e a un uomo che non si è piegato alle logiche della mafia e dell’illegalità - si legge in una nota della Figec -. Francese è stato il primo cronista a raccontare la scalata del clan dei corleonesi di Riina al verticie di Cosa nostra in Sicilia in un periodo, la seconda metà degli anni '70, in cui gli inquirenti faticavano a ricostruire la mappa delle famiglie mafiose. Mario Francese è caduto per una Sicilia migliore, per una società senza mafia, e per affermare un modo di fare giornalismo, libero da ogni condizionamento e orientato all'approfondimento di ogni notizia, che rappresenta ancora oggi un faro per le giovani generazioni”.