“Tracce di coraggio” è l’opera realizzata dallo street artist palermitano
Andrea Buglisi per ricordare
Paolo Borsellino e inviare ai giovani, attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea, un messaggio sull’eredità morale, sul senso di responsabilità e sul coraggio del magistrato barbaramente ucciso dalla mafia il 19 luglio del 1992.
Il murale, commissionato da
Vivi Sano Ets, si trova in via Autonomia Siciliana, a pochi metri da via D’Amelio, luogo della strage in cui persero la vita, oltre a Borsellino, i cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Cosina, Claudio Traina.
L’opera propone momenti emblematici della vita del magistrato: quelli a fianco del suo amico e alleato nella lotta alla mafia
Giovanni Falcone caratterizzati da difficoltà e preoccupazioni, quelli del Maxiprocesso che si concluse con 19 ergastoli e un totale di 2665 anni di reclusione, quelli della strage di via D’Amelio simbolizzata dalla Fiat 126 imbottita da quasi un quintale di tritolo, quelli del mistero dell’agenda rossa mai realmente e compiutamente risolto.
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Un’ opera piena di simboli dove i corvi rappresentano la mafia con i suoi presagi nefasti e funesti, i gabbiani indicano la speranza di non rendere vano il sacrificio del magistrato, le palme emblema di trionfo, pace e immortalità dei martiri.
Nel 2011 Buglisi aveva già realizzato un doppio murale, intitolato “La porta dei giganti”, dedicato a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Le opere si trovano nella facciata dei due palazzi tra la via Sampolo e via Duca della Verdura a pochi passi dalla casa di reclusione “Ucciardone”.
Numerose sono ormai le opere di street art dedicate agli uomini e alle donne simbolo della lotta alla mafia sia a Palermo che nel resto della Sicilia. In città basti ricordare il murale dei siciliani Rosk e Loste situato nel quartiere Kalsa, commissionato dall’Associazione Nazionale Antimafia e raffigurante i volti di Falcone e Borsellino, il Murale della legalità che si trova al Capo in via San Gregorio, quello in via Rutelli realizzato da Igor Scalisi Palminteri che ricorda il giudice
Terranova e il maresciallo della polizia di Stato
Lenin Mancuso (commissionato dall’I.C.S. Giovanni XXII-Piazzi, Ars, Comune di Palermo e varie associazioni) e quello dello stesso artista situato in via Duca della Verdura dedicato a
Pio La Torre, segretario del Partito Comunista Italiano ucciso dalla mafia il 30 aprile del 1982.
Questo imponente fiorire di opere ha generato il disappunto di molti critici del settore e degli artisti “autentici” della street art (cioè di coloro che si rifiutano di realizzare murales su commissione) in quanto, pur riconoscendogli il merito inoppugnabile di contribuire a stimolare la cultura della legalità e della lotta alla criminalità organizzata, denunciano il rischio di scadere in un cliché, in una “collezione di facili icone” e di addomesticare la street art per mezzo di moine e effusioni delle committenze. Forse la domanda è legittima: dove sta andando quest’arte ontologicamente libera, anarchica e di denuncia spesso dura e provocatoria?
Vincenzo Tumminello