Pubblichiamo comunicato COBAS-CODIR
āIl pomeriggio del 17 febbraio, presso il Dipartimento Beni Culturali e dellāIdentitaĢ Siciliana di Via delle Croci 8, si eĢ svolto lāatteso primo incontro dopo che il Consiglio dei Ministri, con delibera del 31 gennaio 2022, ha impugnato la norma che prevedeva lo stanziamento delle risorse per remunerare le prestazioni rese dai Lavoratori dei beni culturali della Regione Siciliana nel 2021 in eccedenza al terzo dei festiviā. A dichiararlo sono Michele DāAmico, responsabile regionale del Cobas/Codir per le politiche dei beni culturali, e Simone Romano, coordinatore regionale del Cu.Pa.S./Codir (Custodi del Patrimonio Culturale Siciliano), movimento che aderisce al Cobas/Codir. āDopo avere appreso dellāimpugnativa e nelle more dellāesito dellāincontro istituzionale di ieri pomeriggio - commentano DāAmico e Romano - il Cobas/Codir e il Cu.Pa.S/Codir hanno giaĢ dato mandato ai propri legali al fine di avviare le procedure per fare emettere, ai competenti tribunali, i decreti ingiuntivi per il pagamento di quanto dovuto dallāAmministrazione regionale a tutto il Personale che ha garantito lāapertura dei siti regionali della cultura, attendendoā. "LāAmministrazione Regionale - proseguono DāAmico e Romano - eĢ ben consapevole del danno economico che subiraĢ a causa dellāemissione di svariate centinaia di decreti ingiuntivi, tra quanto spettante al Personale, spese legali e interessi; danno che risulteraĢ essere di gran lunga superiore alla somma prevista nella norma impugnata. Proprio per questo ci aspettavamo di avere, giaĢ dallāincontro di ieri pomeriggio delle risposte, non certo esaustive, ma quantomeno capaci di indicare un percorso costruttivoā. āAlla richiesta - continuano i due sindacalisti - di sapere quale percorso avesse individuato lāamministrazione dipartimentale per pagare quanto spettante ai Lavoratori per le prestazioni rese nel 2020 e nel 2021, abbiamo solo ricevuto, invece, delle risposte evasive e provocatorie, prive di contenuto amministrativo-contabileā. āQuanto avvenuto ieri pomeriggio - concludono i due sindacalisti di Cobas/Codir e di Cu.Pa.S./Codir - non fa altro che aumentare, in materia di politiche di beni culturali, la distanza nelle relazioni sindacali con lāamministrazione dipartimentale, non si puoĢ, quindi, non perseguire tutte le strade percorribili, anche legali, affincheĢ tutti i Lavoratori che, hanno dimostrato grande sensibilitaĢ e senso di responsabilitaĢ nel mantenere i siti regionali della cultura aperti durante tutte le festivitaĢ del biennio 2020 e 2021, abbiano quanto loro spettanteā.