Demenze: vivere con un animale domestico rallenta il declino cognitivo
25/05/2024
Il declino cognitivo spesso è correlato all’insorgere di una demenza che, come sappiamo oggi, possiamo trovare in giovani e anziani. Infatti, il declino cognitivo può manifestarsi anche intorno ai 30 anni di vita per sfociare in una demenza prematura.
Un recente studio pubblicato su “Jama Neurology” e condotto da Stevie Hendriks della Maastricht University in Olanda ha messo in luce quattro specifici fattori di rischio che, se attenzionati sin da subito, darebbero la possibilità di poter prevenire tale demenza e rallentare il declino cognitivo. La ricerca ha avuto una durata di 8 anni e ha analizzato i dati relativi di più di 360 mila individui della UK Biobank. Dai dati sappiamo che sono stati registrati circa 17 casi di demenza ad esordio precoce a fronte di 100 mila persone all’anno. I “giovani” colpiti hanno solitamente un’età compresa tra i 40 ed i 50 anni.
I quattro fattori di rischio relativi all’insorgere di una demenza prima dei 65 anni di età sono risultati essere: ipotensione ortostatica (ovvero l’abbassamento repentino della pressione sanguigna nell’alzarsi in posizione eretta), livelli bassi di vitamina D (il quale ha un ruolo neuro-protettivo), un aumento della proteina C reattiva nel sangue (sintomo di infiammazione) e l’isolamento sociale. I ricercatori affermano come i bassi livelli di vitamina D e gli alti livelli di proteina C reattiva siano le principali cause che aumentano le probabilità di una demenza in età “giovanile”. Ancora non è presente una strategia preventiva regolamentata e gli studiosi auspicano che, quando i dati verranno validati dagli esperti, si tenga conto di questi e altri fattori di rischio.
Un altro studio britannico pubblicato su ‘Jama Neurology’, che fa parte della ricerca longitudinale sull’invecchiamento, afferma invece che gli animali domestici hanno un’influenza positiva sulla nostra memoria come la convivenza con un partner o altre persone. In questa ricerca sono state osservate 8 mila persone divise tra chi conviveva con un cane o un gatto e chi conviveva con altre persone. Si è visto che i partecipanti della ricerca non differivano per velocità di diminuzione delle facoltà mentali e verbali. Al contrario, la vita in solitudine è considerata un fattore che aumenta la probabilità di sviluppare una demenza. Lo studio si conclude affermando che avere un animale domestico contrasta la velocità del declino nella memoria e nella proprietà di linguaggio nelle persone che vivono sole.
Vincenzo Gargano
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