Ma nonostante i tanti sforzi che si fanno per sensibilizzare sull’importanza di un uso corretto degli antibiotici, il loro consumo continua a salire. Secondo il rapporto, in Italia l’uso di questi farmaci è aumentato del 6,4% nel 2023 rispetto all’anno precedente, con notevoli differenze tra le regioni. Quasi il 40% della popolazione ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici nel corso dell’anno, con una maggiore prevalenza al Sud (44,8%) rispetto al Nord (30,9%) e al Centro (39,9%). “Queste differenze sollevano dubbi sull’appropriatezza delle prescrizioni”, commenta AIFA. L’uso di antibiotici è particolarmente diffuso tra gli anziani, con un picco del 60% tra gli over 85, mentre tra i bambini i consumi più alti si osservano nella fascia di età tra 2 e 5 anni, dove circa 4 su 10 hanno ricevuto almeno una prescrizione.
L’allarme ormai sta dilagando fra tutti i medici di base. L’OMS segnala infatti che la resistenza antimicrobica potrebbe causare oltre 39 milioni di decessi nel mondo entro il 2050, configurandosi come una delle principali emergenze globali. In Italia, dove il tasso di mortalità legato a questa condizione è tra i più alti, il consumo di antibiotici ha ricominciato a crescere dal 2022.
Vincenzo Gargano