MuST23 di Capaci: un viaggio che parte dal cratere della strage per raccontare la rinascita di un territorio

Il Comune di Capaci da 32 anni è indissolubilmente legato alla “strage Falcone”, all’immagine di un’autostrada sventrata, al boato che ha cambiato per sempre la storia d’Italia. Oggi, il piccolo comune alle porte di Palermo è diventato luogo di memoria attraverso il MuST23 (Museo Stazione 23) situato nell’area dell’ex scalo ferroviario e gestito dall’associazione Addiopizzo Travel. Un museo che racconta non solo il momento dell’esplosione che ha causato la morte di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo, degli agenti Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, ma anche 32 anni di lotte e di impegno contro Cosa Nostra, a difesa di un territorio che rivendica la propria identità e che è molto più di quel pezzo di terra saltato in aria. Grazie all’utilizzo di visori di realtà virtuale, il visitatore si ritrova su quel tratto della A29 pochi secondi dopo l’esplosione di quel 23 maggio 1992. L’impatto è viscerale. Si interagisce con l’ambiente circostante, avvolti dal fragore degli elicotteri che sorvolano la zona e dal gracchiare frenetico delle radio della Polizia. Davanti agli occhi si apre la voragine profonda, circondata dalle auto della scorta e dai resti della Croma bianca in cui viaggiava Falcone, la moglie e Giuseppe Costanza, l'autista sopravvissuto alla strage. Un’esperienza immersiva, efficace e emozionante, un tuffo dentro una delle pagine più buie e misteriose della storia d’Italia. All’interno del museo si trovano, inoltre, una mostra fotografica realizzata dall’agenzia Ansa che rimette al centro la figura, il coraggio e l’umanità dei due magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e una libreria, l’unica nel Comune di Capaci, emblema della convinzione che la lotta alla mafia passa innanzitutto attraverso l'istruzione e la lettura. Il museo è visitabile su prenotazione ed è diventato una tappa fondamentale per le scolaresche provenienti da tutta Italia perché palesa come la legalità non sia un concetto astratto, ma una pratica quotidiana. Visitare il MuST23 significa consegnare ai giovani il testimone di una lotta che, trentadue anni dopo, ha ancora bisogno di restare viva e di essere combattuta attraverso le armi della cultura, del rifiuto di ogni compromesso, della riappropriazione della propria libertà e della propria autodeterminazione. Vincenzo Tumminello