C’è un profondo legame che unisce il poeta e artista poliedrico
Guido Celli alla Sicilia. Un'isola che negli anni ha nutrito la sua arte e gli ha regalato collaborazioni umane e professionali fondamentali. Una terra che per lui è stata una radura fiorita.
Basti pensare che per anni è stato la voce dei
Cor:unedo, gruppo siciliano electronoise spokenword. Insieme a loro ha pubblicato ben sette dischi, un sodalizio artistico ancora oggi ricercato e apprezzato.

Basti rileggere alcuni suoi versi come "Il punto croce di carne che è in avorio ai duneti che suturano le Sicilie, ai secoli che saldano l’Africa alla Normandia, alle rive del sole in pancia agli aranceti. L’avana quasi bianco di Mazara del Vallo."
Celli torna in Sicilia per la sua tournée 2026, toccando Taormina, Messina, Catania, Giarre, Bagheria e Palermo, portando con sé parole che esplodono sulla scena, che lasciano il segno perché cariche di sensi, significati e soprattutto di una potenza esistenziale tipica di chi ha abitato e vissuto realtà nude e faticose.
Ciò che Celli cerca di trasmettere è quello che lui chiama il "Primo Sguardo": lo stupore dell'infanzia che sopravvive al disincanto adulto. Per il poeta, l'incanto e la meraviglia non sono fughe dalla realtà , ma atti di resistenza politica e sociale.
A Palermo, il pubblico potrà assistere alla sua performance "Abbaglio Piramide Infesto Splendore" il 5 marzo alle 19.00 presso la
Casa della cooperazione in via Ponte di Mare (Sant'Erasmo).
Tumminello Vincenzo