Virus letale mette in ginocchio il Congo. L’Oms dichiara lo stato di emergenza sanitaria internazionale per l’Mpox (vaiolo delle scimmie)

L’Oms, come già fatto nel luglio del 2022, ha dichiarato lo stato di emergenza sanitaria internazionale (Pheic) in seguito all’aumento in Africa dei casi di mpox (il vaiolo delle scimmie). L’annuncio è stato dato dal direttore generale dell’Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus che sul FQ del 14 agosto 2024 afferma: “Il rilevamento e la rapida diffusione di un nuovo clade [ceppo, n.d.r..]  di mpox nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, il suo rilevamento nei Paesi vicini che non avevano precedentemente segnalato la malattia, e il rischio di un’ulteriore diffusione in Africa e oltre sono molto preoccupanti“. Aggiungendo poi, si sommano “altre epidemie di altri cladi di vaiolo in altre parti dell’Africa. Una risposta internazionale coordinata è essenziale per fermare queste epidemie e salvare vite umane”. Il vaiolo delle scimmie è una malattia che riguarda gli animali selvatici – con infezioni umane accidentali, che solitamente si verificano nelle parti boscose dell’Africa centrale e occidentale. Mpox si trasmette per vie aree, cutanee e con i rapporti sessuali e può raggiungere una mortalità del 4%. La malattia si trasmette anche attraverso l’esposizione alle goccioline esalate e dal contatto con lesioni cutanee infette o materiali contaminati. E così il nuovo ceppo di vaiolo sta uccidendo i più fragili, tra i primi i bambini, e sta causando aborti. È il più trasmissibile fino ad oggi. Gli scienziati: “Potrebbe diffondersi a livello internazionale” e, infatti, oggi 15 agosto l'agenzia sanitaria pubblica svedese ha registrato il primo caso di una nuova variante contagiosa del virus, al di fuori del continente africano. L'agenzia ha affermato infatti che una persona ha contratto il contagio durante un soggiorno in una zona dell'Africa dove, come già detto, è attualmente in corso un'importante epidemia di mpox Clade 1. I sintomi sono febbre, mal di testa, dolori muscolari e le lesioni possono essere molto pruriginose o dolorose. Esiste il vaccino e “sono necessari 10 milioni di vaccini per controllarla” ha scritto su X l’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Josep Borrell. Per combattere la malattia è ovviamente indispensabile una adeguata prevenzione ed educazione sanitaria – così come afferma sulla Repubblica del 14 agosto 2024 il direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’università Statale di Milano: “occorre che ci sia un coordinamento delle attività a livello internazionale, a livello di aiuti in questo momento nella Repubblica democratica del Congo. E far sì che l’educazione sanitaria, e anche l’opzione per la vaccinazione in questo caso mirata ai soggetti a rischio sia un modo per controllare questa patologia“. Vincenzo Gargano